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Maestri istantanei

dal blogi di Yoani Sánchez

 

Tra gli amici di mio figlio ce n’è uno particolarmente apatico, che sta per terminare la scuola media. A lui non interessano molto i libri e per i suoi genitori fargli conseguire il diploma è stato un vero tormento. Da una settimana sono venuta a sapere che aspira a intraprendere la carriera pedagogica. Ho pensato che mi stavano parlando di un altro ragazzo perché, almeno quello che conosco bene, non è portato né ha la vocazione di stare in cattedra a insegnare. Quando gli ho chiesto quali fossero le sue motivazioni, per chiarire i miei dubbi ha detto: “Mi sono iscritto al liceo pedagogico perché si studia in città e non voglio andare a lavorare in una scuola di campagna”. 

Tra chi sceglie una specializzazione pedagogica, una percentuale molto alta - oserei dire quasi tutti -  lo fa perché non ha scelta. Si tratta di studenti che a causa dei cattivi giudizi riportati non possono aspirare a una specializzazione informatica e a un liceo di scienze esatte. In meno di tre anni di formazione, sono pronti per affrontare una classe composta da alunni di pochi anni più giovani di loro. Senza questi “maestri istantanei” le aule resterebbero senza professori, perché i miseri salari hanno provocato un esodo verso settori meglio retribuiti. 

Mi spaventa pensare ai giovani che verranno educati con il palese disinteresse e la poca preparazione di questo ragazzo che conosco. Ho il terrore di veder arrivare i miei nipoti dicendomi che “la stella della bandiera cubana ha cinque punte, perché rappresenta gli agenti cubani imprigionati nelle carceri nordamericane”, oppure che “il Madagascar è un’isola dell’America del Sud”. Non esagero, aneddoti come questi sono all’ordine del giorno tra i genitori di figli educati da maestri emergenti. Se una professione così nobile continua a essere occupata da coloro che si impegnano meno, il livello educativo delle nuove generazioni sarà pessimo. Un professore ha confessato a mio figlio e ai suoi colleghi, quando cominciavano la prima media: “Studiate molto, se non volete fare la mia fine, che ho dovuto fare il maestro per colpa dei miei cattivi voti”.

 

Traduzione di Gordiano Lupi

www.infol.it/lupi

Pubblicato il 15/4/2009 alle 10.19 nella rubrica america latina.

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