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Ex manager di McDonald’s rimette a lustro l’Italia

dal sito: http://italiadallestero.info/archives/2382

Pubblicato venerdì 28 novembre 2008 in Germania

[Financial Times Deutschland]

Il decadimento minaccia gli edifici italiani e mancano soldi per le ristrutturazioni. Il Governo ora ha incaricato l’ex manager di McDonald’s di risolvere il problema. La scena culturale internazionale protesta.

Lo sdegno dei veneziani e’ forte. Quando i residenti dell’isola di Giudecca salgono su un vaporetto, un autobus che viaggia sull’acqua, e si dirigono verso Piazza San Marco, rivolgono lo sguardo verso un manifesto luminoso blu. Una pubblicita’ della Lancia che si stende in un angolo del Palazzo dei Dogi e avvolge una parte del Ponte dei Sospiri. Subito accanto la Rolex promuove i suoi orologi da polso. E chi rimane seduto e risale il Canal Grande, arriva fino ad una gigantografia di una pubblicitá per jeans. “La cittá ha venduto il suo onore per i soldi”, dice un veneziano. I vecchi palazzi centenari sono diventati spazi pubblicitari.

La citta’ ha poche alternative, visto che nonostante il grande afflusso di turisti le manca il denaro. Anche per il restauro del Ponte di Rialto mancano i mezzi. “Se i geni che ci criticano, ci fornissero anche i soldi per la restaurazione, toglierei immediatamente i manifesti”, si stizzisce Renata Codello, assessore ai Beni Culturali di Venezia. Chi non propone alternative dovrebbe dunque tenere la bocca chiusa.

Ovunque nel paese ci si lamenta. L’Italia e’ benedetta da tesori artistici come nessun altro paese. Ma le spese per la manutenzione necessaria eccedono le stime. E per questo molti palazzi sono minacciati dal decadimento. La situazione verrebbe aggravata poi dal fatto che, il governo vorrebbe ridurre gli investimenti per la cultura dei prossimi tre anni di 922 milioni di euro

Resca ha diretto per dodici anni McDonald’s in Italia

Sembra che ora il governo voglia seguire l’esempio veneziano per risolvere il problema. Vorrebbe utilizzare in futuro un manager che si prenda carico della “rivalorizzazione” dei quasi 4000 musei italiani e siti archeologici. Mario Resca dovrebbe aggiudicarsi questo posto. Il manager ha sicuramente piu’ esperienza con gli hamburger che con i musei. Infatti Resca ha diretto per dodici anni McDonald’s in Italia.

La protesta dell’ambiente dell’arte si scatena. Dirigere una fabbrica e’ diverso che occuparsi di un museo, lamenta Salvatore Settis uno dei piu’ rispettati storici dell’arte italiana. Marisa Dalai Emiliani, direttrice dell’Istituto di cultura Ranuccio Bianche Bandinelli, vede in pericolo la mediazione di storia millenaria. Uno di loro ha avviato nelle settimane passate una petizione che e’ stata firmata da piu’ di 2400 persone. Fanno parte dei firmatari anche i vecchi direttori del Louvre, Michel Laclotte e Pierre Rosenberg. Temono che le opere d’arte del paese diventino semplice merce.

In effetti, ci sono buoni argomenti per una riforma. In un confronto internazionale i musei del paese non risultano cosi’ attraenti. Cosi’ si trova che i Musei Vaticani sono compresi nei dieci musei piu’ visitati al mondo - ma fanno parte della Citta’ del Vaticano. Siti archeologici come Pompei, attraggono 2,6 milioni di visitatori all’anno e la Galleria degli Uffizi a Firenze altri 1,6 milioni. Ma in rapporto agli 8,3 milioni di visitatori del Louvre di Parigi o i 6 milioni del British Museum di Londra sono pochi. Resca nonostante le proteste, vuole accettare l’incarico. Non e’ il candidato naturale, se deve essere sincero. Ma vuole comunque portare idee fresche nel sistema, e per fare questo non ha bisogno di essere un esperto. Dichiara che non sapeva niente neanche di Hamburger quando ha iniziato a lavorare da McDonald’s. Tuttavia, ha una immagine grossolana del management culturale. I beni culturali sono paragonabili a giacimenti di petrolio, afferma il dilettante dell’arte. Bisogna semplicemente utilizzare questi giacimenti. Ma Resca non esclude di avere forse un approccio troppo ingenuo. “Ho bisogno di tempo per imparare”, ammette. “Forse tra sei mesi la pensero’ diversamente”

[Articolo originale di Andre Tauber]

Pubblicato il 12/4/2009 alle 12.3 nella rubrica diario.

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