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non se ne può più..
LA NUOVA FRONTIERA DELL'ENERGIA ALTERNATIVA
post pubblicato in diario, il 19 marzo 2009


RASSEGNA STAMPA LOCALE - LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Gli ingegneri Maurizio e Fabio Fersini avviano la sperimentazione di un progetto alternativo a eolico e fotovoltaico

Energia pulita, due fratelli salvesi a caccia della «terza via»
   

• SALVE. Energia pulita ad emissioni zero grazie alla «ricetta» di due ingegneri salentini?

I fratelli Maurizio e Fabio Fersini dopo il quarto posto al concorso «Bollenti spiriti», bandito dalla Regione Puglia per premiare i progetti più innovativi, sono ora pronti a sperimentare il prototipo di una macchina che potrebbe rivoluzionare il sistema di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile.

Maurizio, 29 anni, è ingegnere dei materiali, mentre Fabio, 25 anni, è ingegnere meccanico.

Entrambi si sono formati all’Università di Lecce, prima di entrare nel mondo del lavoro: uno nel settore automobilistico e l’altro nel campo della ricerca industriale. Unendo i due cervelli, hanno deciso di sperimentare anche nel Salento un’idea semplice ma allo stesso tempo geniale. Perché non catturare l’energia solare attraverso degli specchi e con il calore azionare un motore che produce corrente?

Si sono messi all’opera e ne è nato un progetto denominato «Apollo» che, una volta ultimato, consentirà di ottenere il doppio di energia rispetto a quella dei comuni pannelli solari. Il sole sarà infatti il protagonista delle ricerche della Energelios, la società che ora i fratelli si apprestano a varare, all’interno dell’area di sperimentazione della masseria «Palombara» (partner del progetto), nell’agro di Salve al confine con quello di Presicce, dove sarà montato il prototipo.

I fratelli Fersini

«L'idea è nata dalla passione per il lavoro che facciamo, combinata con l’amore per l’ambiente - affermano i due ingegneri - volevamo sviluppare un prototipo nel campo delle energie alternative, studiando l’argomento sotto una prospettiva diversa. Abbiamo quindi puntato sul Csp, il Concentrated solar power».

Com'è fatto il meccanismo? «Si tratta di un apparato che accoppia al solare un sistema di concentrazione su un motore di tipo “Stirling”, che sfruttando il calore immesso in un punto focale, è in grado di spingere un cilindro.

Una parte del motore, cioè il punto focale - spiegano i due tecnici - sarà caldissimo perché su di esso saranno concentrati i raggi solari, un’altra parte sarà fredda e attraverso la differenza di temperatura si potrà produrre energia elettrica.

I raggi solari verranno concentrati attraverso una parabola di quattro metri di diametro munita di specchi, che seguirà la luce solare montata su un traliccio di quattro metri». I vantaggi reali? «Questo sistema, una volta ottimizzato, può dare rendimenti produttivi che possono raddoppiare rispetto ai tradizionali pannelli fotovoltaici.

I dati sono stati già verificati da importanti aziende del settore come la Infinia corporation degli Stati Uniti. Sono prodotti che rivoluzioneranno il mercato. Noi - annunciano - faremo l’esperimento per un anno con un prototipo da due o tre kw». E continuano: «Il motore lo progetteremo e lo costruiremo noi secondo le nostre esigenze; il peso complessivo si dovrebbe aggirare sui 500 chilogrammi e contiamo di ottenere una temperatura sul punto focale superiore agli 800 gradi necessari ad azionare lo Stirling». I due ingegneri restano però con i piedi saldamente ancorati a terra, perché di strada ce n'è ancora tanta da fare e il piccolo contributo di 25mila euro della Regione è solo uno stimolo.

«Se tutto andrà a regime - concludono - questa sarà una nuova strada per ottenere l’energia pulita a emissioni zero dopo il fotovoltaico e l’eolico».


Articolo di Mauro Ciardo - La Gazzetta del Mezzogiorno - 11 Febbraio 2009



LA FUSIONE FREDDA!!!!!!!
post pubblicato in diario, il 19 marzo 2009


dal sito blog: http://chimidice.wordpress.com/2008/05/23/la-prova-che-la-fusione-fredda-funziona/

LA PROVA CHE LA FUSIONE FREDDA FUNZIONA!!!!

La Fusione Fredda funziona: la prova scientifica della sua realizzazione pratica e’ arrivata. Il professor Yoshiaki Arata, 85 anni, dell’Universita’ di Osaka (Giappone), ha finalmente dato dimostrazione di fronte ad una platea di scienziati allibiti provenienti da tutto il mondo che la Fusione Fredda e’ reale, e puo’ generare energia in eccesso. Una ENORME energia in eccesso.

Il Professor Arata, 85 anni

Vi riporto una parte dell’articolo di Laura Bogliolo del Messaggero:

Giappone, la fusione fredda funziona
Riuscito l’esperimento del professor Arata

di Laura Bogliolo

ROMA (22 maggio) - La fusione fredda sembra funzionare correttamente. Parola, anzi “fatti” di Yoshiaki Arata, 85 anni, una vita per la ricerca, che oggi, alle 19.30 ora locale all’Università di Osaka in Giappone, in un esperimento aperto al pubblico di esperti e a pochissimi giornalisti, ha sconvolto ogni teoria scientifica.

L’esperimento.
La prova è stata compiuta inserendo in un contenitore di acciaio riempito di deuterio gassoso nanoparticelle di una lega composta da palladio-zirconia. Il professore ha osservato le reazioni termiche e ha calcolato che il calore sprigionato è di 100 volte più forte se si fosse utilizzato l’idrogeno. L’energia sprigionata ha attivato un piccolo motore termico che ha azionato, a titolo dimostrativo, un ventilatore o un piccolo alternatore che ha acceso dei Led. Alla fine dell’esperimento Arata ha riscaldato le nanoparticelle di palladio e analizzato il gas rimasto intrappolato. Dall’analisi è emerso che si trattava di Elio 4, prova che c’è stata una fusione fredda. Con 7 grammi di palladio-zirconia si calcola che siano stati prodotti oltre 100 k-joule, reazione cento volte più intensa di qualunque reazione chimica nota.

Arata phenomena. La fusione fredda, ossia la Condensed-matter-nuclear-science, dunque sembra funzionare. Alla fine dell’esperimento il pubblico riunito ha deciso di chiamare la scoperta “Arata phenomena”, decisione che ha emozionato il professore che ha ringraziato con un solenne inchino. Continua…

Ecco altri due stralci di articoli dal sito del Sole24Ore:

Nucleare, la fusione fredda funziona

di Ludovica Manusardi Carlesi

La prova è stata compiuta facendo diffondere Deuterio gassoso su una matrice a struttura nanometrica di 7 grammi composta per 35% di palladio e per il 65% di ossido di zirconio alla pressione di 50 atmosfere, la metà della pressione di una idropulitrice per autolavaggio. Il calore, prodotto fin dall’inizio, e cioè in concomitanza dell’immissione del Deuterio, ha azionato un motore termico che si è messo in moto cominciando a girare.
Dopo circa un’ora e mezzo l’esperimento è stato volutamente fermato per effettuare le misure della presenza di Elio-4 a testimonianza dell’avvenuta fusione. Non sono state evidenziate emissioni di origine nucleare pericolose ( l’elio-4 è inerte). L’energia riscontrata è stata circa di 100.000 Joule, equivalente grosso modo a quella necessaria per riscaldare di 25 gradi un litro di acqua ( si tenga presente la modesta quantità della matrice nanometrica, 7 grammi). Quanto all’Elio, la quantità è assolutamente confrontabile e compatibile con l’energia prodotta, ed è la firma inequivocabile dell’avvenuta fusione nucleare. Continua…

La rivincita del Samurai

di Giuseppe Caravita

Troppo bello per essere vero. Fleishmann e Pons nel 1989 misero a rumore l’intera comunità scientifica mondiale ma non riuscirono mai a riprodurre stabilmente, se non per casi fortuiti, quel risultato straordinario, che avrebbe cambiato per sempre la storia dell’energia, del clima e forse della civiltà umana. E loro, insieme ai seguaci, furono così tacciati di truffa, di cialtronaggine, di ascientificità, fino all’emarginazione completa dalla comunità scientifica mondiale.
Ma il samurai Arata tenne duro. Anche perché la sua tecnica di supercompressione del deuterio già negli anni 50 lo aveva incuriosito su certe strane anomalie incontrate con i metalli, che ora forse capiva. E decise di investire le sue ricerche su una strada diversa, per la fusione a bassa energia, da quella elettrochimica. Semplicemente spingendo, a forza di varie atmosfere, il deuterio dentro nanoparticelle di palladio, fino ad ottenere lo stesso iper-affollamento, la stessa vertiginosa crescita di pressione, la fusione e il calore. Oggi ha mostrato pubblicamente a Osaka il suo reattore in funzione, che, con soli pochi grammi di palladio ha mosso un motore a pistoni Stirling. Un reattore in parte realizzato anche con le idee di Francesco Celani e del suo gruppo di Frascati-Infn, il secondo laboratorio al mondo attivo sulla pista aperta da Arata (e il secondo gruppo di samurai). Nei prossimi giorni Arata ci proverà non con 7 ma con 60 grammi di palladio e conta di avere centinaia di watt termici di guadagno. Abbastanza da illuminare una casa, per mesi, forse con una bomboletta pressurizzata da un compressore da frigo. Continua…

LO AVEVAMO SCRITTO POCO TEMPO FA CHE LA FUSIONE FREDDA E’ REALTA’, LO AVEVANO PROVATO I RICERCATORI DELL’ENEA, ORA ABBIAMO LA CONFERMA DEFINITIVA E SAPPIAMO CHE SI PUO’ ANCHE RICAVARE ENERGIA.

CHISSA’ COSA DIRANNO ORA GLI UFFICIALISTI, QUELLI CHE HANNO SEMPRE SOSTENUTO CHE SI TRATTASSE DI UNA BUFALA, QUELLI CHE CHIAMAVANO PAZZI GLI SPERIMENTATORI.

E NON E’ FINITA QUA, E’ SOLO L’INIZIO.

« Zeitgeist Final Edition I metodi per ottenere la Fusione Fredda »


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permalink | inviato da Nello87 il 19/3/2009 alle 12:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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